domenica 7 gennaio 2018

Javier Girotto & Natalio Mangalavite

Estandars


Javier e Natalio, compagni di palco da una vita entrambi da Cordoba, ripercorrono in chiave jazzistica il repertorio folkloristico argentino, includendo vari linguaggi musicali, come zamba, chacarera, chamamè, milonga, tango, candombe, ed altro. Un importante contributo alla musica con il chiaro obiettivo dei due compositori di ripercorrere insieme alcune tappe della loro crescita ed evoluzione artistica, partendo proprio dalle comuni origini e tradizioni.
(fonte: atina jazz winter 2017)












lunedì 27 novembre 2017

OMAR SOSA & SECKOU KEITA TRIO

Trasparent Water
Sosa è un adepto della Santeria, il cui complesso mondo spirituale si riflette nella sua musica. Ma Sosa è anche un artista cosmopolita: ha vissuto in Ecuador, Stati Uniti e Spagna, ha studiato la musica classica, la world music, si interessa di elettronica e di rap. E la sua musica è una potente mistura di tutti questi elementi. Che si esibisca da solo, o con un piccolo gruppo, o con una big band, Omar Sosa sa sempre far sì che la sua arte sfugga a qualsiasi definizione, per abbracciare con uno sguardo ampio e partecipe tutte le culture del mondo. In questa ottica è anche il progetto attuale con il cantante e maestro di Kora, Seckou Keita, con il quale ha da poco pubblicato il disco “Trasparent Water”.
(fonte: auditorium Parco della Musica)

Omar Sosa, voce, pianoforte 
Seckou Keita, voce, kora 
Gustavo Ovalles, percussioni








mercoledì 22 novembre 2017

Chick Corea & Steve Gadd Sextet



Nel loro gustoso video di presentazione i due leader si divertono ad invertire i nomi di questo straordinario sestetto. Si tratta infatti di una formazione con due leader, che sono anche leggende viventi. Da un lato Steve Gadd, forse uno dei batteristi che più ha influenzato il drumming degli ultimi quarant’anni, dall’altro Armando “Chick” Corea. In qualunque elenco dei pianisti jazz più influenti degli ultimi cinquant'anni, il suo nome è una presenza inevitabile. Non c'è genere o stile che egli non abbia toccato, dalla tradizione al free fino al jazz-rock dei Return to Forever e dell'Elektric Band. Ma Corea è anche un uomo profondamente attratto dalla spiritualità, che nel suo caso ha preso la forma di Scientology. La sua adesione al culto fondato da Ron Hubbard risale a fine anni Sessanta e persino due suoi dischi, “To the Stars” e “The Ultimate Adventure”, sono ispirati a opere di Hubbard, la cui filosofia ha, secondo la sua stessa testimonianza, influenzato la sua intera concezione musicale: “Non volevo più soddisfare me stesso”, ha affermato. “Volevo veramente connettermi con il mondo e fare in modo che la mia musica significasse qualcosa per le persone”. Si può scommettere che ci sia riuscito. (fonte: Auditorium Parco della musica)

Chick Corea, tastiere 
Steve Gadd, batteria 
Lionel Loueke, chitarra 
Carlitos Del Puerto, basso 
Luisito Quintero, percussioni 
Steve Wilson, sax e flauto 






Four by Monk by Four

Omaggio a Thelonious Monk

Due pianoforti per quattro pianisti: Kenny Barron, Dado Moroni, Cyrus Chestnut e Danny Grisset. Quattro maestri della tastiera che si dedicano ad esplorare la musica di Thelonious Monk, del quale quest'anno ricorre il centenario della nascita. Dopo un secolo, la musica di Monk rimane ancora un mistero: obliqua, misteriosa, eppure – a suo modo – razionalmente perfetta, essa non smette di affascinare musicisti e pubblico, che da sempre cercano di penetrare le sue implacabili geometrie. Eppure, come per tanti altri musicisti afroamericani, una delle sorgenti della sua arte fu la chiesa: Monk imparò a suonare il pianoforte accompagnando i canti religiosi e il suo primo ingaggio professionale fu con una predicatrice itinerante. Se ne volete una prova, ascoltate la prima traccia del disco “Monk's Music” (Riverside, 1957): una solenne versione dell'antico inno Abide With Me, che riemerge come una gemma dalle memorie d'infanzia di Monk.

(fonte: Auditorium Parco della Musica)








Simona Severini

Dopo il connubio musicale con Enrico Pieranunzi e alcune esperienze teatrali importanti (ha di recente debuttato al Piccolo Teatro di Milano come Miranda nella Tempesta di Shakespeare) eccola approdare all’Alexander Platz di Roma col suo progetto in sol.
Una straordinaria nuova voce del panorama jazz vocale.  








sabato 18 novembre 2017

Greta Panettieri Quintet

Shattered

Da New York all’Italia, dai maggiori Festival e Club Italiani alla televisione. E’ una delle voci più incantevoli del panorama italiano e internazionale: Greta Panettieri, una delle migliori cantanti jazz italiane (Jazzit Awards 2015), è cresciuta artisticamente a New York, ed è una musicista dalla personalità vulcanica che sta facendo sempre più parlare di sé in Italia e all’estero. Non solo cantante e compositrice ma anche multistrumentista - suona il violino, la chitarra, il pianoforte - ed autrice di testi anche per le canzoni dei suoi colleghi (Gegè Telesforo, Ainè). Attualmente è in tour con il nuovo e multiforme disco “Shattered/Sgretolata”. “Bad”) e Quincy Jones.


Greta Panettieri voce
Andrea Sammartino pianoforte, tastiere
Cristiano Arcelli sax
Alessandro Paternesi batteria
Daniele Mencarelli contrabbasso, basso elettrico